A sostenere gli strumenti di riduzione del danno il professore Martin Storck nel suo intervento al Congresso della Società tedesca di cardiologia.

Per coloro che non vogliono o non riescono a smettere di fumare, i prodotti alternativi come le sigarette elettroniche e i riscaldatori di tabacco rappresentano un passo per ridurre il rischio e allontanarsi dai composti particolarmente dannosi per i vasi sanguigni, derivanti dalla combustione del tabacco”. A sostenere la causa dell’e-cigarette è il professore Martin Storck nel suo intervento all’87esimo Congresso annuale della Società tedesca di cardiologia che si è svolto dal 7 al 10 aprile scorsi a Mannheim nel Baden-Württenberg.
Non è la prima volta che il chirurgo vascolare, docente all’Università di Friburgo e direttore della clinica di chirurgia vascolare e toracica presso Städisches Klinikum di Karlsruhe, parla della necessità di aprire agli strumenti di riduzione del danno da fumo. Nel 2019, in un intervento sul quotidiano Tagesspiegel, esortò la sanità e la politica tedesche ad aprirsi alle alternative al fumo. Alla fine del 2020 è stato fra i firmatari del documento promosso da Heino Stöver dell’Università di Francoforte in cui si chiedono alle autorità tedesche di sperimentare nuove strategie e nuovi strumenti per ridurre il numero dei fumatori .
Questa volta ha affrontato l’argomento durante il sui intervento su screening e prevenzione degli aneurismi dell’aorta infrarenale, sottolineando come essa dipenda da due fattori: la regolazione della pressione sanguigna e la cessazione del fumo. Smettere di fumare, ha spiegato Storck, è fondamentale per ogni paziente con aneurisma aortico, anche quelli che ha già subito un intervento. Ma la cessazione del fumo, ha continuato, è un tema fondamentale nella medicina cardiovascolare in generale ed è sempre più riconosciuto come tale dai cardiologi.
Stork ha esortato i medici a “occuparsi di più dei metodi per smettere di fumare e degli approcci più recenti per ridurre il rischio da fumo”. Come la sigaretta elettronica. “La pratica medica, così come la regolamentazione statale dei prodotti a base di nicotina, ad esempio la tassazione – ha concluso Storck con un occhio al dibattito in corso in Germania  – dovrebbero tenere conto delle attuali conoscenze scientifiche ed essere proporzionata al rischio”.