L’eurodeputato ha incontrato delegazione dell’associazione italiana consumatori e-cig Anpvu: “Occorre una corretta strategia volta a sostituire la sigaretta tradizionale con un’alternativa meno rischiosa”.

Una delegazione dell’associazione nazionale di consumatori di sigarette elettroniche, Anpvu, rappresentata dal presidente Carmine Canino e dalla vicaria Anna Corbosiero, è stata ricevuta dall’europarlamentare Aldo Patriciello, componente della Commissione speciale sulla lotta contro il cancro (Beca). Anpvu voluto rimarcare sin da subito  come all’interno del Piano europeo contro il cancro non venga fatta alcuna distinzione tra il fumo di tabacco e i vapori della sigaretta elettronica.

Carmine Canino (Anpvu)

Non sono la stessa cosa – commentano Canino e Corbosiero – e siamo pienamente convinti che la Commissione conosca bene la differenza. Ma forse preferisce adottare un approccio ideologico, trascurando di fatto il dovere di attuare politiche nell’interesse dei cittadini europei e della tutela della loro salute. Trattare fumo e vaping allo stesso modo è, a nostro avviso, un gravissimo errore che potrebbe impedire a migliaia di fumatori di smettere”. Dopo tutte le evidenze scientifiche prodotte sino ad oggi, a detta dei rappresentanti di Anpvu, “non solo è grave considerare la sigaretta elettronica marginale nella lotta al fumo, e continuare così ad esporre milioni di fumatori al rischio di cancro, ma ancor più assurdo è che siano equiparate al fumo tradizionale. Il vaping e il fumo non sono la stessa cosa e non vanno trattati allo stesso modo. Per tali motivi riteniamo auspicabile poter procedere alla rivalutazione di questi strumenti di riduzione del danno che hanno come reale ed unico obiettivo quello di aiutare i fumatori ad abbandonare il fumo di sigaretta tradizionale promuovendo una corretta informazione sulle sigarette elettroniche e, in particolare, sulle potenzialità che tali prodotti hanno nella lotta al tabagismo”.
Ogni anno a circa 3 milioni di persone nell’Unione europea viene diagnosticato il cancro ed ogni anno i morti di tumore sono 1,4 milioni. L’onorevole Patriciello si dice consapevole delle potenzialità degli strumenti a rischio ridotto nella lotta contro il cancro e ha ben chiara la situazione: “L’inclusione di tali prodotti nel piano contro il cancro rappresenterebbe un grande passo avanti per la commissione e nella lotta contro le malattie legate al fumo. A mio parere l’Ue dovrebbe seguire un approccio scientifico per regolamentare le nuove categorie in base al continuum di rischio relativo a ogni specifico prodotto. In questa prospettiva la Commissione Ue dovrebbe incentivare le nuove categorie stabilendo regole diverse che tengano conto del diverso impatto di ogni prodotto sulla salute umana. Il Public Health England ha riconosciuto che il vaping è il 95% meno dannoso del fumo. E che i rischi del vaping sono minori rispetto al fumo.

Aldo Patriciello (Ppe)

Alcuni studi che sono stati pubblicati si concentrano sui rischi senza considerare quelli delle sigarette. Se assumiamo come punto di partenza che un prodotto come l’e-cig possa essere considerato scientificamente come uno strumento di riduzione del danno, dovremmo adottarlo per fare prevenzione e per cercare di convincere i fumatori a salvare le loro vite. La Commissione continua a fare affidamento sui metodi tradizionali di controllo del tabacco ed evita metodi provati e supportati dalla scienza. Ci sono prove scientifiche significative che dimostrano il potenziale delle politiche di riduzione del danno per aiutare gli individui a fare scelte informate. Con una corretta strategia volta a sostituire la sigaretta tradizionale con un’alternativa meno rischiosa come ad esempio la sigaretta elettronica. In questo senso le autorità dell’Ue dovrebbero contribuire a una mentalità di riduzione del danno che abbia origine da un approccio scientifico basato su prove convincenti e studi rivisti da esperti che potrebbero aiutare gli organismi nazionali e internazionali a prendere decisioni appropriate su come regolamentare tali prodotti. La Commissione deve essere più progressista nel suo pensiero. Le strategie di riduzione del danno, come il vaping, potrebbero portare a raggiungere più rapidamente un’Europa senza fumo. Ovviamente ci sono diversi punti di vista tra gli eurodeputati, tuttavia il mio sforzo è mirato a sollevare il dibattito sulle nuove categorie basate su prove affidabili e convincenti, al fine di offrire alle autorità lo strumento corretto per adottare decisioni nell’interesse dei cittadini europei. Le lezioni possono essere apprese dai governi che hanno scelto di includere e incoraggiare le politiche di riduzione del danno, come la Svezia e molti altri al di fuori dell’Ue, portando ad un crescente benessere e benefici per la salute”.
L’onorevole Patriciello si è reso disponibile ad avanzare le richieste dell’Associazione Anpvu in seno alla Commissione Beca, così da proporre la revisione del punto 3.2 del Piano europeo contro il cancro perché l’inclusione delle sigarette elettroniche nel piano contro il cancro “rappresenterebbe un grande passo avanti per la commissione Ue nella lotta contro le malattie legate al fumo”.